2 gennaio 2026 – La condizione di vita delle persone, la condizione giovanile, un apparato produttivo debole da rilanciare e l’industria da salvaguardare, il sistema sanitario pubblico da potenziare: anche per il territorio messinese, in una regione che vive ai margini delle politiche nazionali, per la Cgil Messina il 2026 deve portare risposte per affermare un modello economico e sociale più reale e vicino ai veri bisogni della collettività.
“Quello appena trascorso è stato un anno intenso, per difendere diritti importanti – dice il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti – il 2025 ci ha visti impegnati nei referendum del lavoro, una battaglia che voleva ripristinare diritti e garantire maggiori tutele ad una classe lavoratrice sempre più penalizzata e precaria soprattutto in una provincia, quella messinese, che si regge su un’economia del terziario e sul precariato”.
Il 2025 – evidenzia la Cgil Messina – si è chiuso con alcune vertenze lavorative che rischiano di mettere alla porta centinaia di lavoratori e lavoratrici, dall’ex Gicap alla Cargill, passando per pezzi del tessuto economico da salvaguardare dalla cantieristica navale all’area industriale del milazzese.
“Oltre le luci del Natale appena trascorso – prosegue il segretario della Cgil – ci sono gli invisibili, i fragili, i lavoratori poveri, i disoccupati e soprattutto i giovani che non trovano prospettive nella nostra terra”. Un disagio socioeconomico certificato dalle classifiche, dai dati Istat che hanno fotografato per il territorio messinese poca occupazione, redditi bassi e un’alta percentuale di neet.
Per un lavoro stabile e più dignitoso, per politiche che incidano su un mercato del lavoro debole, sulla condizione dei giovani e delle donne oltre che sul sistema del welfare. Ma anche per affermare una giustizia sociale che vede molte zone del nostro territorio marginalizzate, da qui riparte un anno di mobilitazione che vedrà la Cgil Messina sollecitare tavoli istituzionali su sviluppo e crescita economica, su tematiche importanti per il territorio tra cui lo spopolamento, gli interventi per le aree interne, la salvaguardia della realtà industriale, gli investimenti nella sanità.
Il 2026 – ricorda la Cgil Messina – sarà l’anno della fine del PNRR e ancora molti lavori devono essere portati a termine a cominciare dalle case di comunità e ospedali di prossimità della provincia. “La sanità – osserva Patti – deve diventare prioritaria nel dibattito politico e sociale. Il diritto alla salute va garantito a tutte e tutti”. Per la Cgil Messina l’abbattimento delle liste di attesa, l’aumento del personale e il potenziamento delle strutture ospedaliere provinciali restano delle prerogative indissolubili.
Condizioni di lavoro migliori – fa presente la Cgil Messina – passano anche dalla sicurezza nei luoghi di lavoro, una tematica fondamentale su cui intervenire ancora, anche attraverso la rete di soggetti istituzionali e sociali per spingere sulla cultura della prevenzione.
Il 2026 sarà l’anno del referendum sulla giustizia, la Cgil è nel comitato della società civile per il No, con una campagna che mobiliterà l’opinione pubblica sui rischi di una riforma che indebolisce le garanzie democratiche.
“Un anno di sfide importanti sul piano delle politiche di sviluppo e su quello della tenuta dei diritti”, sottolinea il segretario generale della Cgil Messina.
“Davanti alla vicenda del completamento del porto di Tremestieri viene da chiedere come la questione fondi possa bloccare un’opera che Messina attende da troppo tempo, il Governo nazionale...
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