Messina, 31 ottobre 2025 – Si è svolta oggi, nel Salone degli Specchi della Città metropolitana, la conferenza provinciale sul dimensionamento scolastico per il prossimo anno scolastico.
In apertura dell’incontro è stato annunciato che, per quest’anno la provincia di Messina non dovrà sacrificare nessuna autonomia. Purtroppo, però, la discussione si è animata sulla pervenuta proposta del sindaco di Mistretta di creare un istituto omnicomprensivo, la cosiddetta verticalizzazione che parte dall’infanzia fino al secondo grado di istruzione.
La scelta è motivata dalla necessità di fare fronte ai numerosi disagi derivanti da scelte politiche sbagliate che in passato hanno determinato l’accorpamento degli istituti comprensivi di Mistretta e di Tusa, che si accompagna con i comuni di Castel di Lucio, Motta d’Affermo e Pettineo, in barba a qualsiasi principio di sussidiarietà. In sostanza adesso bisogna porre rimedio alle conseguenze di accorpamenti selvaggi che mettono a disagio quotidianamente le lavoratrici e i lavoratori della scuola che vivono da eterni pendolari tra un comune e l’altro.
Eppure, se la scelta di un omnicomprensivo sembra la più ovvia, per chi conosce la scuola, sa che la confluenza in un istituto verticalizzato, se da un lato può sembrare un vantaggio, dall’altro ha i suoi limiti, tra cui la partecipazione di genitori e studenti alla vita della scuola. Non è previsto, infatti, negli omnicomprensivi, il Consiglio d’Istituto, che viene sostituito da un commissario, con grave danno per l’autonomia scolastica e per le scelte di natura organizzativa e didattica.
La segretaria generale della FLC CGIL Messina, Patrizia Donato, nel suo intervento alla conferenza, ha fatto presente il rischio di lasciare il comune di Tusa sguarnito, dato che le rassicurazioni verbali dell’assessore Turano di non procedere con ulteriori tagli fanno a pugni con fatto concreto che la provincia ha perso nel gelo demografico, più di 900 alunni per anno negli ultimi due anni.
La sindacalista ha dichiarato: “Per queste ragioni e proprio perché Messina ha pagato già un prezzo altissimo nel sacrificio di autonomie scolastiche, la FLC CGIL ha presentato alla conferenza la necessità di fare una scelta coraggiosa verso un territorio complesso che, con 108 comuni si trova al momento con solo 98 scuole. È indispensabile richiedere una autonomia scolastica in più, in controtendenza ai selvaggi accorpamenti che hanno martoriato il nostro territorio”.
“Con scelte politiche diverse – ha concluso la segretaria – non dovremmo affrontare oggi queste problematiche di mettere insieme la vita di un istituto comprensivo con quella di una scuola superiore, che evidentemente hanno caratteristiche e problematiche molto diverse”.
Sulla proposta appoggiata da tutte le sigle sindacali presenti, la conferenza si è espressa favorevolmente in modo unanime e, anche se ai tavoli successivi la politica farà il suo corso, oggi registriamo un importante risultato per Messina. È stata avanzata una proposta che pone dalla stessa parte sindacati, Provveditore, il Sindaco della città metropolitana e tutti gli altri sindaci.








