12 febbraio 2026 – Il passaggio del ciclone Harry ha colpito duramente la zona jonica della provincia di Messina, lasciando dietro di sé danni ingenti alle infrastrutture, alle attività produttive e al tessuto economico e sociale del territorio. A pagare il prezzo più alto, ancora una volta, sono i lavoratori e le lavoratrici stagionali, già segnati da una condizione strutturale di precarietà. La Cgil Messina denuncia una pesante situazione di difficoltà e chiede misure urgenti di sostegno al reddito.
Agricoltura, turismo, servizi e piccole attività locali risultano pesantemente compromessi – evidenzia la Cgil – Molti lavoratori stagionali si ritrovano improvvisamente senza occupazione, senza reddito e, soprattutto, senza alcuna forma di ammortizzatore sociale. Una situazione inaccettabile che rischia di trasformare l’emergenza climatica in una vera e propria emergenza sociale.
Parliamo di persone – fa presente il sindacato che su questa emergenza sollecita con forza un impegno attivo dei governi – che lavorano pochi mesi l’anno, spesso con contratti brevi o discontinui, che non maturano i requisiti necessari per accedere agli strumenti ordinari di sostegno al reddito. Oggi queste lavoratrici e questi lavoratori sono completamente abbandonati, nonostante abbiano subito un evento straordinario e imprevedibile.
“Chiediamo con forza al Governo nazionale e alla Regione Siciliana – dice il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti – l’attivazione immediata di misure straordinarie di sostegno al reddito, analoghe a quelle adottate durante l’emergenza Covid-19, cassa integrazione in deroga, indennità una tantum per i lavoratori stagionali e atipici, sospensione dei contributi e delle scadenze fiscali, oltre a interventi urgenti per la ripresa delle attività economiche colpite”.
Per la Cgil non è più rinviabile una risposta pubblica forte e strutturata. Il cambiamento climatico rende questi eventi sempre più frequenti e violenti, e i territori fragili come la zona jonica non possono continuare a essere lasciati soli. Servono risorse, protezione sociale e una visione che metta al centro il lavoro e la dignità delle persone.
Senza interventi immediati il rischio concreto è quello di un aggravamento della povertà, dell’emigrazione forzata e dello spopolamento di intere aree già duramente provate. È l’allarme lanciato dalla Cgil Messina che sottolinea come il lavoro non può essere la prima vittima delle emergenze.
28 febbraio 2026 - La Cgil Messina con il segretario generale Pietro Patti e la Flai-Cgil Messina con la segretaria generale Pina Isgrò esprimono profondo cordoglio e vicinanza...
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