Si scende in piazza per il Ponte mentre si voltano le spalle a cittadine, cittadini, lavoratori e lavoratrici, si lasciano sole e si penalizzano intere comunità.
“La decisione del Governo nazionale di bloccare i fondi di ristoro destinati alla Sicilia per far fronte ai danni provocati dal ciclone Harry rappresenta un fatto gravissimo e inaccettabile. Parliamo di risorse fondamentali per sostenere famiglie, lavoratrici, lavoratori e imprese che stanno ancora pagando le conseguenze di eventi climatici devastanti”, così il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti, sullo stop ai fondi per i danni del maltempo da parte del Consiglio dei ministri su proposta della Lega.
È una scelta – osserva la Cgil Messina – che colpisce direttamente territori fragili come Messina e tutta la provincia, dove i danni causati dal maltempo si sommano a criticità economiche e sociali già profonde. Bloccare questi fondi, già di per sé insufficienti, significa lasciare sole intere comunità, scaricando sui cittadini il peso dell’emergenza. Ed è una scelta che nasce da responsabilità ben precise da parte del Governo regionale.
Ancora più grave – evidenzia la Cgil Messina – è la contraddizione politica che emerge con forza: mentre a Messina la Lega e diversi esponenti dei governi nazionale e regionale continuano a rilanciare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina come priorità assoluta, nello stesso tempo si negano risorse immediate e indispensabili per chi ha perso casa, lavoro e reddito. Non si possono chiedere sacrifici ai cittadini e, allo stesso tempo, sottrarre gli strumenti minimi di sostegno. Non si può parlare di sviluppo mentre si abbandonano i territori nel momento del bisogno. È una scelta politica chiara: si preferiscono le grandi opere simboliche agli interventi concreti per la vita reale delle persone.
“Chiediamo al Governo – dice il segretario della Cgil – di sbloccare immediatamente i fondi di ristoro, di stanziarne altri come chiedono le comunità, e di aprire subito un confronto con i territori che si trovano ora in una situazione di incertezza rispetto alle risorse. Da parte dei Governi, nazionale e regionale, servono risposte rapide, certe e trasparenti, non annunci e propaganda. Le lavoratrici, i lavoratori e le famiglie non possono essere lasciati soli. La dignità di un territorio si misura dalla capacità delle istituzioni di intervenire quando serve, non dalle promesse di opere future”.
Per la Cgil Messina è il momento della responsabilità, non si giochi sulla pelle dei cittadini.
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